venerdì 22 ottobre 2010

Caramelo- consigli di lettura




Questo è davvero un bel libro!!! Sono una compulsiva della lettura, una feticista del libro stampato...ogni volta che vado in libreria mi prende una sorta di eccitazione morbosa di fronte a quelle migliaia di pagine stampate, di libri che non ho ancora letto ma sono li ad aspettarmi. Un'aspettativa sempre nuova, come a Natale quando da bambina attendevi con ansia i regali sotto l'albero, certa che li avresti trovati li.
Così inizia la caccia: leggo le quarte di copertina, l'incipit, annuso le pagine...di un centinaio di volumi, passando mezza giornata ed esasperando il fidanzato che nel frattempo si è ascoltato tutti i brani disponibili alla Feltrinelli con le cuffiette e in piedi. E nel frattempo ha anche deciso le mete delle vacanze per i prossimi tre anni grazie alle Routard in libera consultazione.
Poi alla fine ne compro quattro, cinque, sei...perchè non c'è nulla che mi piaccia di più di leggere un libro sapendo che in libreria ne ho altri quattro che mi aspettano. Nuovi, attraenti. E guai se qualcuno li legge prima di me!!!
E Caramelo è proprio un bel volume. Ben scritto, divertente, scorrevole. Un libro da leggere alla sera, con calma. Una storia familiare che distende, luminosa.

Lo consiglio vivamente dunque. Io l'ho scovato per caso! Come la maggior parte dei libri che ho amato...

VDS


giovedì 21 ottobre 2010

Io sono ignorante - Outing

Ebbene si. Le mie lacune culturali sono abissali e questa cosa mi fa arrabbiare terribilmente. Insomma, leggo libri e giornali, studio, mi documento quando incappo in qualcosa che non conosco, cerco il più possibile di tenermi aggiornata e di non spegnere il cervello ma ogni giorno mi accorgo che per ogni cosa che imparo, 1000 elevate alla N le ignoro completamente. Capisco che sarebbe impossibile per chiunque imparare tutto lo scibile, per l’amor del cielo. Non aspiro a tanto.


Però mi fa rabbia che non mi ricordo quando è cominciata la guerra dei cent’anni (eccheccavolo, l’avevo studiata però!), la dimostrazione del teorema di Euclide, le mogli di Enrico VIII….è frustrante rendersi conto di quante cose si potrebbero (e soprattutto si vorrebbero, altrimenti il post perde il suo senso) ancora imparare ma non c’è il tempo, la voglia o lo spazio nel cervello.....Il bello è che fino a qualche tempo fa arricciavo il naso alle palesi dimostrazioni di ignoranza di molti miei conoscenti. Adesso invece penso “evvabbè lui non saprà che Anubi è una divinità egizia però, cara mia che fai tanto la saputella, tu non ti ricordavi nemmeno l’ultimo verso della Divina Commedia l’altro giorno….” E così è iniziata la criticità virulenta verso il mio non sapere.
Temporary Brain Files li chiamo io. Concetti che hai studiato, magari anche a fondo, che automaticamente dopo 30 giorni si cancellano, come la posta indesiderata dell’e-mail. E se aspetto di trarre ispirazione per il mio costante indottrinamento dalla società in cui viviamo sto fresca. Proprio fresca.

Del resto come diceva Socrate….saggio è colui che sa di non sapere. Caro vecchio Socrate, io e te saremmo andati proprio d’accordo! Io comunque, alla tua storica frase, aggiungerei un bel: “e sereno è colui a cui di sapere o non sapere non gliene puo’ fregare di meno”.

Andiamo bene, proprio bene……
VDS

PS: ODDIO adesso mi devo leggere la biografia di Socrate. Sono ossessiva.

giovedì 14 ottobre 2010

Di fidanzati ingrati e noodles coi gamberi

Stamattina il fidanzato mi dice: ‘Sere…perché non compriamo (leggasi: perché non vai TU a comprare) qualche biscotto o roba del genere per la colazione?…altrimenti mangiamo sempre le stesse cose…..’


A quel punto, dopo aver deglutito con notevole sforzo il sorso di caffè che ormai avevo in bocca, mi costringo a non tirargli contro la tazza Ikea seguita a ruota dal vassoio in ceramica con la splendida torta che ho preparato due giorni fa appositamente per la colazione. Si perché da noi funziona così: quando posso cerco di non comprare prodotti preconfezionati e pieni di conservanti ma i biscotti e le torte me li faccio in casa. Ogni due barra tre giorni, puntuale come un orologio. E siccome non è che quando torno la sera non abbia proprio nulla da fare devo dire che certe volte è pure uno sbattimento non indifferente. Ma sia, ci tengo alla salute della mia famiglia io!!!

E il caro convivente che mi dice? Quell’INGRATO, IRRICONOSCENTE del mio “coinquilino”? Ok, mi sono appena alzata e devo stare calma, così sfodero uno dei miei sorrisi migliori e semplicemente sto zitta ma in cuor mio decido che d’ora in avanti le torte me le faccio per me. Quella bella briochona con poco zucchero e farina integrale che io adoro ma che alla dolce metà fa proprio schifo diventerà pane quotidiano. Almeno sarà costretto ad alzare il suo sederino d’oro per andare a procacciarsi una chimica, ma varissima, colazione.

Quando ce vo, ce vo….

Noodles con i gamberi:

- 150 gr di noodles
- Un peperone
- Due zucchine piccole
- Una carota
- Un cipollotto fresco
- 200 gr di gamberi sgusciati
- Olio EVO, peperoncino

In un wok fare un soffritto con il cipollotto fresco e l'olio poi aggiungere le verdure tagliate sottili e lasciar indorare a fuoco vivace (per non farle sembrare lesse). Salare e lasciar cuocere qualche minuto. Aggiungere i gamberi già sgusciati e sempre a fuoco vivace saltarli finchè non sono cotti (non troppo altrimenti diventano troppo duri). In ultimo unire i noodles precedentemente lessati in acqua salata (occhio ai tempi di cottura che sono brevissimi, altrimenti diventano un pastone). Un pizzico di peperoncino e....buon appetito!!!


mercoledì 13 ottobre 2010

Il sonno autunnale e gli spiedini


Eccola..è arrivata la stagione che al mattino non mi alzerei nemmeno se dovessi andare a ritirare il premio nobel. Fuori il cielo è grigio autunno, quella nuance così particolare che non si riesce proprio a spiegarla. La si sente.
Suona la malefica e io mi trascino in bagno gettando un'occhiata invidiosa alle mie gatte che se la prendono comoda accoccolate sul plaid misto cachemere e mi guardano con un certo compatimento. Allora, inevitabilmente sbotto col solito commento: ma voi fare qualcosa nella vita no eh? Tanto per guadagnarvi almeno le vostre adorate scatolette stracostose e le crocchette prestigiose da 100 euro al chilo...ma adesso altro che plaid ermenegildo zegna..stanotte vi metto un bel sacco di juta grezza, di quelli che si usano per il riso....parassite sociali!!!!!!
Vado in bagno, mi lavo con fatica e scendo per la colazione. E le ragazze sono lì belle pimpanti che si strusciano e fuseggiano alla grande. Evvabbè dai, in fondo sono così carine...e così le paracule si salvano e anche per stasera il plaid è assicurato!

Questa è la ricetta strainventata degli spiedini di polpette:

- 200 gr. carne trita di vitello
- pane bagnato nel latte
- uovo
- parmigiano grattugiato
- origano, timo, menta
- peperone

Fare un bell'impasto con la trita, un rosso di uovo, poco pane bagnato nel latte, parmigiano grattugiato e spezie (io ho messo quelle elencate ma ci si puo' sbizzarrire). Formare delle palline piuttosto piccole ed infilzarle negli spiedini di legno, intervallandole con fettine di peperone. Infornare a 200 gradi finchè diventano abbrustolite. Io le ho servite con la focaccia...

Buon appetito!

VDS

mercoledì 29 settembre 2010

Dei vicini e di altri demoni



Uno va a vivere in campagna con l’idea che tutto sia idilliaco, si compra la villetta a schiera di sole otto unità pensando: “Nulla di più facile, dopo il palazzotto milanese di 200 cristiani che alle riunioni di condominio sembrano Gengis Khan in assetto da guerra…insomma siamo solo otto famiglie…una pacchia!!”. Ecco, nulla di più lontano dalla realtà, signore e signori.
Siamo solo otto quindi perché mai pagare un amministratore di condominio che non è nemmeno obbligatorio? Perché? PERCHEEEE’? Ve lo dico io il perché: quando il vicino trentenne tamarro bruttacopiadieminem ascolta Fabri Fibra con le finestre aperte per sei ore di fila tutti i santi giorni, quando la signora orba della villetta 1 decide di attaccare il motore del suo condizionatore proprio nella facciata delle case che da sulla strada (tanto lei non lo vede, chegliefrega!), quando il caro proprietario della cinque usa il box e giardino antistante come rimessa per ferri vecchi….beh, rimpiangi di non avere un amministratore da tartassare di chiamate.
Perché l’alternativa qual è? Armarsi di santa pazienza e sorriso finto e andare dal caro vicino a fargli presente che forse il cesso chimico nel giardino che da’ sul vialetto comune non è proprio una sciccheria…e quello ha pure l’ardire di darti della rompicoglioni urlandoti improperi da porto tunisino.

E tu, che eri andata gentile gentile e convinta di dire qualcosa di assolutamente ovvio e sensato, ti accorgi che il concetto di buon gusto è del tutto privo di universalità.
Sic.

Ah, la foto l’ho scattata in una spiaggia greca. I miei vicini però non ci troverebbero nulla di strano…

martedì 28 settembre 2010

La mia vita incastrata tra due gatti e i ditali seppie e ceci




Stanotte mi sono svegliata, infastidita da una sensazione strana..come se non potessi muovermi, se fossi incastrata in qualcosa. Oddio, sono paralizzata? Eppure ieri camminavo….

Apro gli occhi, cerco di muovere le gambe e sento un lamento…cerco di girarmi ma vengo bloccata da qualcosa di voluminoso e fuseggiante che mi sta appiccicato alle gambe. La situazione era dunque questa: io girata di lato con una gatta accoccolata sotto le coperte in mezzo alla pancia e l’altra allungata aereodinamicamente nell’incavo delle gambe.
A quel punto una persona sana di mente agirebbe con buon senso lanciando le due parassite giù dal proprio letto e mettendosi comoda. Invece il padrone medio di un felino domestico non ce la fa proprio a cacciarle nel buio della notte (come se non avessero almeno 18 cucce di pile sparse in tutta casa) e quindi si arma di santa pazienza cercando di riaddormentarsi inchiodato al letto nella stessa posizione per le cinque ore che mancano al suono della sveglia. Una notte d’inferno e un mal di schiena che manco quando andavo a fare la vendemmia.

Persino il fidanzato, che se supero la mia metà di letto mi prende a pedate perché dice che gli invado lo spazio, sta lì fermo come un baccalà se le piccole opportuniste si accoccolano sopra di lui. L’altra notte lo scuoto e gli dico: “dai girati che russiiiii….”, “non posso, c’ho la Pepe tra le gambe”. Così non abbiamo dormito in due. Loro invece, santissime, si sono alzate belle riposate.

Ecco la ricetta dei ditali con seppie, nero e ceci:

- 150 gr ditali
- 150 gr di fettuccine di seppia
- Ceci lessati un paio di manciate
- Bustina di nero di seppia
- Cipolla, olio EVO, peperoncino
- Dado di pesce

Fare un soffritto con la cipolla tagliata sottile, olio EVO e peperoncino. Aggiungere le fettuccine di seppia, i ceci e il dado di pesce. Lasciar cuocere una decina di minuti (non troppo altrimenti le seppie si induriscono) e aggiungere il nero di seppia.
Aggiungere infine i ditali già cotti e saltare il tutto. Servire caldissimo.

Buon appetito!

lunedì 27 settembre 2010

Preoccupazioni di mamma e polpo con patate



Il mio fidanzato sostiene che io sia troppo apprensiva coi nostri animali. Beh, gli rispondo acida, se fosse per te non ti accorgeresti nemmeno se le gatte avessero un attacco cardiaco.
Se non ci fossi io..se non ci fossi io…mumble…forse vivrebbero bene lo stesso, senza i miei occhi indagatori e i miei palpeggiamenti atti a scoprire recondite patologie.
Ecco, forse ha ragione lui. Ma che ci posso fare se nei forum su internet a tutti muore un gatto di una malattia strana che per il mese successivo diventerà la mia ossessione finchè il mio povero veterinario non dovrà prescrivere le gocce a ME e non ai gatti?
Lui mi detesta, lo so con certezza. Quando mi viene il momento ansia ci penso un po’ su, rimugino, vado su www.gattofeliceesanochemuoreimprovvisamente.it sperando di trovare giovamento alle mie angosce che vengono invece moltiplicate…e alla fine cedo e lo chiamo.
- Buongiorno dottore, sono io…la mamma di Pepe e Magalì…si ricorda…quella che…
- Si signora, mi ricordo molto bene (e come potrei scordarmi se ci sentiamo una volta alla settimana?)..mi dica…
- Si, sa..la Pepe stamattina aveva un pochina di tosse..a dire il vero anche ieri e l’altro ieri..si sa come se dovesse vomitare….pensavo fossero i peli….
- Bene, le dia il malto e la spazzoli. Se non passa potrebbe essere tracheite e deve prendere l’antibiotico…
- Ma nooooo dottore…tracheite no…secondo me sono boli…magari un po’ di remover e poi compro anche le crocchette anti hairball della Hills…pare siano ottime!
- E allora mamma di Pepe e Magalì (e grandissima rompicoglioni che se sai già cos’hanno le tue gatte perché mi chiami? Perchè?) faccia così, è proprio quello che le avrei consigliato io (li mortacci tua) e stia serena. E magari qualche volta me le porti le bambine (le povere bestie a cui è toccata in sorte un’umana come te) che facciamo un controllino. Mi tenga aggiornato (crepa stronza!)
- Grazie dottore e scusi del disturbo….lei è sempre così gentile!!!

Ecco, quando si è ipocondriache con i propri animali l’unica soluzione è trovare un veterinario educato!

Questa è la ricetta del polpo in padella con le patate:

- Un polpo medio
- Cinque o sei patate a pasta gialla
- Rosmarino, timo
- Cipolla

Far rosolare la cipolla con l’olio EVO finchè si ammorbidisce. Aggiungere le patate a quadratini non troppo grandi e lasciar cuocere continuando a mescolare altrimenti si attaccano. Verso fine cottura aggiungere il polpo precedentemente scottato e le spezie. Lasciar andare per una decina di minuti saltando il tutto per farlo diventare bello dorato.

Buon appetito!

giovedì 23 settembre 2010

Carrers In Milan

Non faccio decisamente parte della categoria donna-in-carriera, mi piace avere la mia vita, le mie cose, i miei tempi. Non sopporterei l’idea di nutrirmi di soli crackers ad orari improbabili e di non potermi iscrivere a yoga perché tanto non riuscirei mai ad andarci..

A Milano invece la donna in carriera è molto diffusa, in realtà è molto diffusa la donna ma anche l’uomo, l’omosessuale, il pensionato. A Milano persino gli animali domestici sono in carriera.
Sembra che uscire alle cinque dall’ufficio sia un oltraggio al pubblico pudore…ti affanni per raggiungere il badge, oggi c’è il sole e vuoi andare dal parrucchiere che sembri Steve Tyler nei suoi momenti peggiori, e alle spalle senti il malignetto antipatico del vice direttore che ti dice con tono casuale, of course: ah, non sapevo che adesso facessi il part-time!!! Part time???!! Ma dico, sta scherzando??? Che devo fare, seppellirmici in questo cavolo di ufficio con l’aria condizionata 365 giorni all’anno (ho smesso di fare la muta) e le luci al neon che mi hanno fatto perdere 5 diottrie in cinque anni? Se continuo così tra esattamente 4 anni e sei mesi sarò cieca, cazzo. Spero che tra i benefit mi metterete almeno un voucher sconto per l’intervento agli occhi!

Dunque, dopo aver realizzato con serenità che a me non frega assolutamente nulla di scalare le vette del potere ho deciso che mi opporrò passivamente al sistema oppressivo della Milano che lavora. Di quella Milano che si sta in ufficio fino alle otto, anche se non c’è niente da fare. Perché il punto è quello: osservo i miei colleghi-in-carriera ed effettivamente non è che proprio si ammazzino quelle 14 ore che passano al lavoro. Fanno quello che faccio io in otto ma con molte più pause e public relations.
E poi ovviamente che si fa? Ormai è tardi per andare a casa..fermiamoci a fare l’aperitivo buca colon nel localino tanto trendy dove la pasta nemmeno in tempo di guerra faceva così schifo. E poi siamo pure tutti contenti di aver pagato solo 8 euro..e ci mancherebbe altro!! Io con 8 euro ci cucino una cena per quattro persone e faccio pure la mia porca figura.
Poi spendiamo fior di denaro nell’Activia di Danone perché dopo che abbiamo passato un terzo di anno ad ingozzarci di tartine al tonno e insalate di pasta ci chiediamo come mai siamo diventati stitici ostinati. Ma dai, che cosa strana!

Quella Milano che corre per andare dappertutto: esce di casa e corre al lavoro, in pausa pranzo corre in mensa, esce e corre all’aperitivo, poi corre a casa e corre in palestra…insomma ma che c’avranno tutti sti cristiani da andare sempre di corsa? Niente, non hanno nulla e non sono di fretta. Correre a Milano fa parte del corredo genetico degli individui, punto e stop.

E no signori, io me ne vado a casa mia a passo lento e mi preparo un bel sugo come Dio comanda. Di quelli che metti l’aglio a rosolare nell’olio buono e poi ci butti i pomodorini freschi e il basilico e il peperoncino. Altro che barca mista sushi al bancone…io mi siedo a tavola con la mia famiglia, senza televisione. E voglio esagerare..mi iscrivo anche al corso di yoga, sicura che non salterò nemmeno una lezione. Alla faccia di tutti quelli che guadagnano palate di soldi e li spendono in yogurt!!

mercoledì 22 settembre 2010

MangiaAlmo a tradimento!!!


I gatti sono incredibili. Non incredibili per modo di dire, tu vivi con loro (o meglio, loro vivono con te) e ogni giorno li vedi fare cose assurde. Non credo esista una specie più paracula del felino domestico.

Abbiamo la casa cointestata con due ragazze di cinque e quattro anni la cui irriverenza ci lascia ogni volta basiti, non tanto per quello che fanno loro (non sempre almeno) quanto per come reagiamo noi di fronte a qualsivoglia manifestazione, gradita o non, delle due pelose in questione. Tolleranza assoluta, Gandhi sarebbe fiero di noi.

Ecco l’esempio: 4.30 del mattino. Mi alzo per andare a fare pipì (maledetta tisana rilassante) e sento dal piano di sotto degli strani versi ancestrali seguiti da rigurgiti alquanto inquietanti. Mi precipito giù dalle scale già sospettando quello che troverò. Si tratta solo di capire quale delle due lo sta facendo. E come volevasi dimostrare ti trovo la Pepe che vomitazza un liquidino trasparente proprio… dove? Ma sul tappeto mamma, fa freddo per terra la notte!!!
Chi ha dei gatti conosce bene la dinamica: il vomito si fa solo e rigorosamente sui tappeti. Al limite sul letto ma comunque mai in un posto dove sia facile rimuoverlo e pulire.

Prendi lo straccetto e passalo sul tappeto che non verrà mai più pulito…nel frattempo si alza il fidanzato e prende la bestia in braccio per portarla nel lettone..dopo mezz’ora di trambusto si ritorna a letto e finalmente si dorme. Al mattino, al suono della sveglia, la tapina arriva fuseggiante e allegra in maniera quasi sfacciata. Come a dire: vedrai che li ho svegliati e adesso me le danno..meglio paraculeggiare un po’….
Il risultato è sempre lo stesso: povera Pepina come sei stata male stanotte, vieni che ti do la colazione amore della mamma…e lei, che capisce al volo di averla scampata, si sente libera di schifare l’almo al tonno e gamberetti.

giovedì 27 maggio 2010

Farfalle asparagi e bottarga


Compro la bottarga nella mia terra natia (beh ok proprio natia no, però ci sono cresciuta!), quella buona della laguna di Orbetello. E' incredibile quanti usi se ne possano fare: sta bene su quasi tutte le paste col pesce, sui carciofi, sul sedano...e risolve la serata 'no cucina' spruzzandola su una semplice aglio e olio. Insomma, riesce a rendere un piatto semplice davvero un po' speciale. Se piace, ovviamente. Per chi non l'avesse mai assaggiata (sventuraaaa!), ha un gusto molto forte...sa di pesce..insomma va assolutamente provata.

La bottarga di Orbetello è prodotta unicamente dalla cooperativa di pescatori Orbetello Pesca Lagunare (http://www.orbetellopesca.it/Bottarga.html ) ed è un presidio slow food. Si tratta di uova di muggine ma ne esistono altre varietà. L'anno scorso in Sicilia ho assaggiato, ad esempio, quella di tonno.

Eccovi la ricetta delle farfalle con gli asparagi a cui ne ho aggiunta una bella cucchiaiata:
- 200 gr farfalle
- un mazzo di asparagi verdi
- cipollotto fresco
- bottarga di muggine
- olio, peperoncino
Far soffriggere il cipollotto con olio e peperoncino. Aggiungere gli asparagi tagliati a tocchetti e far dorare qualche minuto a fuoco vivace. Aggiungere poca acqua e un pezzetto di dado di pesce e finire la cotture avendo cura di non cuocere troppo gli asparagi che dovranno essere croccanti. Saltare la pasta al dente, impiattare e cospargere con la bottarga grattugiata.
Buon appetito.
VDS

venerdì 21 maggio 2010

Orto in progress e pasta broccoli e uvetta

Questo della foto è l’aspetto che aveva il mio orto domenica scorsa, quando l’abbiamo allestito. Ogni anno, in un angolino di terra del mio fazzoletto di giardino, facciamo un piccolo orticello bio, nulla di pretenzioso visto il poco spazio a disposizione ma sufficiente per donarci verdura e frutta per la nostra famiglia (io e fidanzato, le micie sono carnivore!!). Qualche volta regaliamo persino qualche pomodoro, che è una pianta abbondante e generosa.
Quest’anno siamo decisamente in ritardo sui tempi, con l’acqua che è venuta in Lombardia e il freddo che non mollava (e poi, diciamocelo, la settimana a Formentera!) abbiamo posticipato il tutto di circa tre settimane. E nonostante questo ci siamo accorti che, pur non volendo, abbiamo fatto la scelta giusta: la grandine delle scorse settimane avrebbe distrutto tutto quanto e siccome mi successe già qualche anno fa, provocando pianti e isteria incontrollata, non mi sarebbe certo piaciuto se la cosa si fosse ripetuta. Adesso dovremmo essere in salvo e tutto sommato le piantine dovrebbero crescere in fretta. Quindi, tra poco più di un mesetto, posterò con soddisfazione ricettine con i prodotti autoprodotti..eheh!! Le zucchine trombetta sono la grande novità della stagione, vi dirò se effettivamente sono la bontà divina che molti mi descrivono.

Nel frattempo però, in vista dell’imminente cambio cucina, devo far fuori tutte le cianfrusaglie congelate tra cui ho trovato un bel broccolo già cotto al vapore. Ottimo, ci ho fatto un bel piatto di pasta integrale aggiungendoci pure le uvette. Trovo che il gusto dolce dell’uvetta si sposi benissimo con quello un po’ forte dei broccoli verdi, che tra l’altro hanno una serie di effetti benefici sul nostro organismo che varrebbe la pena di mangiarli più spesso.


La ricetta è questa:

- 200 gr pasta bio (van bene tutti i formati ma io la preferisco con la pasta corta)
- Un broccolo verde
- Un cipollotto fresco
- Una manciata di uvetta
- Sale
- Peperoncino

Innanzitutto mettere a bagno l’uvetta in acqua tiepida per una decina di minuti. Nel frattempo fare un bel soffritto con olio EVO, peperoncino e cipollotto tagliato sottilmente. Aggiungere l’uvetta strizzata. Far bollire l’acqua e metterci dentro il broccolo ancora surgelato e la pasta. Il mio era già cotto al dente, se è crudo dovete metterlo circa dieci minuti prima della pasta. Cuocere un paio di minuti meno del tempo indicato e far saltare bene nel soffritto. Impiattare e cospargere di parmigiano reggiano grattato!

Buon appetito

VDS

mercoledì 19 maggio 2010

I colori e il cake pepe verde e pistacchi



Stasera dobbiamo andare a scegliere i colori del top e dei miscelatori della nuova cucina e di conseguenza dovremo deciderci anche sulla tinta delle pareti.
Bene, è un delirio. Inizi a guardare quelle diavolerie di tavolozze multicolor e ti va insieme la vista, con conseguente confusione cromatica che in un attimo ti porta ad abbinare una parete giallo limone ad una rosa antico. E ti sembra pure che sia la scelta perfetta, l’abbinamento cromatico per eccellenza…salvo poi andare in bagno, ritornare e renderti conto che probabilmente stai diventando daltonica. Un po’ come coi profumi: se ne annusi troppi poi non capisci più nulla. Ma io non metto il profumo e non mi rendevo conto di quanto possa essere complicata una scelta del genere. Quello abbinato a quello che però si deve abbinare a quell’altro…spero che il mobiliere ci venga in aiuto. Ohhhhh, il designer è lui mica io!!!


Ok, la cucina è crema. Il top in tono. Le pareti saranno avorio e verde oliva. Punto, altrimenti divento matta.
La ricetta di oggi è invece rigorosamente monocromatica, così non si sbaglia! E’ un cake salato con pistacchio e grani di pepe verde interi. Ho imbastito la ricetta accorpando diversi appunti che mi ero segnata in moleskine. Inaspettatamente il risultato è stato ottimo!!
E’ perfetta per un pic nic sull’erba…sempre che finalmente la stagione ci permetta di farli, i pic-nic sull’erba. Oppure come accompagnamento ad antipasti sfiziosi. Insomma, la cake salata si puo’ mangiare un po’ in ogni occasione e finisce sempre in un baleno.

Queste le dosi:

- 2 uova
- 200 g di farina 00
- 70 g di olio EVO
- 90 g di latte intero
- 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
- 1/2 bustina di lievito (ci ho messo quello per torte dolci..non ne avevo altro!)
- 1 pizzico di bicarbonato
- sale
- pepe verde in grani

Sbattere le uova intere con il sale e l’olio poi aggiungere il latte e la farina setacciata con il lievito, il parmigiano e il bicarbonato. In ultimo aggiungere una bella manciata di pistacchi al naturale (sbucciati, of course) e i grani di pepe.

Infornare a (circa) 200 gradi per (circa) mezz’oretta.

Buon appetito!!

VDS

martedì 18 maggio 2010

La vellutata di lattuga e il GAS




Ultimamente acquisto verdura e frutta bio (e molto altro a dire il vero) attraverso il GAS del mio paese. Ormai tutti sanno cos’è un GAS, si stanno diffondendo a macchia d’olio e mi sembra una cosa assolutamente ottima. Io, da brava aspirante ecologista/equosolidale/fitoterapica quale sono, ormai non compro più verdura non biologica, considerando che con questo nuovo (almeno per me) canale vado a risparmiare anche moltissimi soldi. E i prodotti, inutile dirlo, sono eccezionali!!
Stesso discorso vale per i prodotti per il corpo. Ho bandito quelli del supermercato (tutte, senza eccezione, le marche più famose) per acquistarli da aziende che li producono con ingredienti naturali, che non danneggiano la salute e non torturano gli animali. Se mediamente sono più costosi di quelli normali io ho trovato una piccola azienda nel Monferrato che ha prezzi onestissimi e ti manda tutto a casa. Sono molto soddisfatta e lo è anche il mio, misero, portafoglio. Approfondire l’argomento qui sarebbe davvero lungo ma se qualcuno è interessato a scoprire cosa ci propinano le grandi aziende per lavarci puo’ fare un giro sul bellissimo sito www.saicosatispalmi.org. Si scoprono di quelle cose da rimanere a bocca aperta!

La ricetta di oggi, inutile dirlo, è una vellutata di lattuga biologica consegnata fresca fresca nella cesta del GAS. Di solito andrebbe mangiata senza la pasta però avevo particolarmente fame ed ho aggiunto dei maccheroncini al pettine. Il risultato mi ha soddisfatta!

Vellutata di lattuga, maccheroncini al pettine e sesamo tostato

Prendete un bel cespo di lattuga e mettetelo in una pentola con un bicchiere di acqua e del dado vegetale. Lasciate cuocere finchè non appassisce e diventa morbida dopodiché frullatela con un frullatore ad immersione. Aggiungete del pepe bianco, una foglia di basilico e la pasta e fate cuocere finchè è al dente. Alla fine impiattate, aggiungete una girata di olio EVO e cospargete con il sesamo tostato.

Buon appetito a tutti!

VDS

venerdì 14 maggio 2010

Finalmente la cucina nuova! E la torta di fragole



Ormai è ufficiale, abbiamo comprato la cucina. Color crema, provenzale…come piace a me. Il fidanzato mi ha dato carta bianca con una certa aura di magnanimità che mi verrebbe voglia di dirgli: eccimancherebbe altro che la cucina la scegliessi tu dal momento che ci mangi e basta li dentro!!! E con che gusto poi!! Mannaggia.
E per fortuna, visto che abbiamo idee completamente diverse sullo stile: per me rigorosamente classico, per lui invece moderno ed essenziale. Non è che le cucine moderne non mi piacciano, anzi ce ne sono di bellissime. Però nella mia testa la cucina è stile podere di una volta, nonna che fa il pane e cappa in muratura annerita dal fumo. Ovviamente tali eccessi non potevo permettermeli (anche economicamente neh? Che le cucine country country country costano quanto uno intero di quei poderi!!) quindi ho optato per qualcosa che fosse una via di mezzo. Bellissima via di mezzo. Ma soprattutto con una sufficiente quantità di centimetri di piano di lavoro che mi permetteranno di tagliare le verdure senza dover maneggiare coltelli nei 5 cm attuali tra il lavello e i fuochi.
Ad onor del vero la mia Ikea da mille euro merita anche degli elogi: in questi 4 anni non ci ha mai dato problemi e ha retto egregiamente tutti i miei esperimenti culinari. Non me ne lamento affatto!!!
Non ha un graffio…ma è venuto il momento di crescere. Spero di trovare qualcuno a cui regalarla però. Ottimo…mi viene il sentimentalismo da abbandono cucina…mi successe anche quando cambiai la macchina. Certe volte mi stupisco di me stessa!

Ma passiamo alla ricettina di oggi. Tempo di fragole, rigorosamente bio. Perché non inventare una torta insolita in alternativa alle solite mele???? Ecco qua!!! E’ molto soffice e gustosa solo che va consumata in fretta perché le fragole, a differenza di altri frutti, deperiscono velocemente.

TORTA DI FRAGOLE

- 500 gr di fragole mature ma sode
- 120 gr di burro
- 3 uova
- 10 cucchiai di zucchero
- 10 cucchiai di farina
- 1 lievito per dolci

Scaldare il forno a 180 gradi. Mescolare le uova con lo zucchero finchè si ottiene una bella spuma gialla, aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente e lavorare a lungo. Aggiungere la farina setacciata, le fragole tagliate a pezzetti e il lievito. Trasferire in una teglia imburrata ed infornare a 180 gradi per circa 40 minuti. La prova stecchino è doverosa visto che ogni forno ha la sua cottura! Quando è fredda spolveratela con zucchero a velo.

Buona colazione,

VDS

giovedì 13 maggio 2010

Eccomi eccomi...con gli udon!



Sono passati molti mesi e non ho più postato. Nè ricette nè foto. Nulla. Ma adesso sono di nuovo qui. Evviva, ce l'ho fatta mi viene da dire. Da domani ricomincerà il mio diario di cucina. Ho tanti di quei foglietti sparsi un po' ovunque che mi servirà per fare un pochino di ordine. Non so perchè ma non riesco assolutamente ad avere metodo nella conservazione delle ricette. Le scarabocchio nei più inimmaginabili pizzini e le piazzo dappertutto. Così finisce che ogni tanto, tirando fuori la colla dal cestino di vimini sotto la cantinetta, ti ritrovo quella torta ricotta e cioccolato..ma era così buona...evvabbè. Ormai mi sono arresa all'evidenza della mia totale mancanza di sistematicità.

Oggi posto una ricetta che mi piace molto e soprattutto che è decisamente utile in caso di...omamma che ci faccio con la zucchina che giace ne frigo da due settimane? Gli udon con la verdura e i germogli di soia. I germogli di soia sono quelli freschi venduti in vaschette enormi che ci cucini venticinque volte per venticinque persone..non so se avete presente. Sembrano pochi poi quando li lavi si moltiplicano e il loro volume diventa oltremodo minaccioso. Naturalmente in questa ricetta potete abbondare così li fate fuori in un baleno.

Ecco a occhio le dosi (che, ricordo, sono sempre per due persone):

- Udon 200 gr
- Una zucchina
- Una carota
- Un paio di cucchiai di ceci lessati
- Una cipollina bianca
- Germogli di soia freschi
- Olio EVO, peperoncino, sale

Fate un bel soffritto con olio e cipolla e aggiungete la verdura tagliata a rondelle non troppo sottili. Saltatela e cuocetela brevemente finchè diventa dorata (non deve risultare molle!). Verso la fine aggiungete i germogli, che devono rimanere quasi crudi. Fate nel frattempo cuocere gli udon in acqua bollente salata (attenzione perchè ho notato che i tempi di cottura sono spesso più brevi di quelli riportati!) e infine saltate con le verdure. A me piacciono caldi caldi!!


Buona serata a tutti!!!


VDS