giovedì 10 febbraio 2011

Si vergogni, sorella di Tremonti

Certe volte vorrei proprio non leggerli, i quotidiani. Oggi, su Repubblica edizione milanese, c’è un articolo sulla sorella di Tremonti, la quale avrebbe affermato che bisognerebbe sopprimere i cani che, dopo un certo lasso di tempo, non vengono adottati e rimangono nei canili a carico dei cittadini.


Non credo che riuscirò a trovare parole adatte ad esprimere quello che penso delle gentile e civile signora in questione. In un’epoca in cui finalmente si inizia (si inizia, eh?) ad avere un minimo di coscienza sociale verso gli animali, in cui finalmente chi abbandona o tortura un cane viene punito penalmente, la signora Tremonti, non c’è che dire, va decisamente in controtendenza. Un’originale, lei. Sarei molto felice di incontrarla perché dalle sue affermazioni ho tratto diversi spunti dei quali mi piacerebbe discutere. Le carceri, ad esempio. Se i randagi del canile di Cantù ci costano 18000 euro l’anno pensiamo a quanto ci costano i numerosi carcerati di Opera, ad esempio. Non saprei quantificare ma penso sia una cifra davvero enorme, considerando anche che al canile spesso lavorano i volontari non stipendiati mentre in un carcere…beh..io di volontari non ne ho mai visti.

Quindi, se un carcerato non puo’ essere liberato entro un tot di anni, per buona condotta per esempio, sarebbe una bella idea la soppressione. Sarebbe un sollievo per lo stato che potrebbe impiegare quelle centinaia di migliaia di euro per opere di miglioramento delle nostre città. Delle nostre strade. Delle nostre scuole. Proviamo a pensare: un cane (e un carcerato) va nutrito, un cane (e un carcerato) va curato se sta male, un cane (e un carcerato) ha bisogno di spazi puliti e conformi. Tutti soldi buttati via. Accidenti, che idea illuminata ha avuto la signora Tremonti. E poi i cani (e i carcerati?) “portano le malattie”…

Oppure gli ospizi per anziani. Ma come ho fatto a non pensarci prima? Tutti quei vecchi improduttivi quanto pesano sulle Asl? Loro, a voler ben guardare, costano anche più di un cane (e di un carcerato). Mangiano di più, bisogna vestirli, dargli assistenza medica ed infermieristica, farmaci costosi…incalcolabile il loro peso sociale. E anche qui ecco che la signora Tremonti ci viene in aiuto con il suo innovativo punto di vista. Se gli anziani non vengono riportati a casa dalle rispettive famiglie entro un tempo stabilito anche qui la soppressione viene in aiuto. Forse poi gli anziani, come i carcerati e soprattutto i cani, portano le malattie.

MA PER FAVORE SIGNORA TREMONTI….Si vada a leggere i libri prima di raccontare fregnacce. Le zoonosi che un cane o un gatto possono trasmettere all’uomo sono talmente rare che statisticamente ha il 1000% di probabilità in più di prendersi una malattia se sale sulla 91 al mattino per andare al lavoro.

SI VERGOGNI di affermare pubblicamente tali assurdità ed eviti che i nostri figli possano leggere o sentire tali ignobili esempi di inciviltà. E’ già abbastanza difficile educare un figlio al giorno d’oggi senza che ci si metta anche lei a complicare le cose.
Lei fa affermazioni che sottintendono inciviltà, poco rispetto per gli esseri viventi, violenza e ottusità.
L’unica consolazione di fronte a tutto questo è la reazione a catena che le sue parole hanno generato. Nei volontari che, per un mero ideale, si offrono di aiutare gratuitamente tante creature infelici e, badi bene, infelici perché noi “civilissimi e sanissimi” esseri umani li abbandoniamo in mezzo ad una strada ma anche in tutte quelle persone, e per fortuna molte, che hanno ancora un cuore e una coscienza.


SI VERGOGNI dunque, SI VERGOGNI e, se proprio non ce la fa, si tenga tali assurdità tra le mura asettiche di casa sua.