I gatti sono incredibili. Non incredibili per modo di dire, tu vivi con loro (o meglio, loro vivono con te) e ogni giorno li vedi fare cose assurde. Non credo esista una specie più paracula del felino domestico.
Abbiamo la casa cointestata con due ragazze di cinque e quattro anni la cui irriverenza ci lascia ogni volta basiti, non tanto per quello che fanno loro (non sempre almeno) quanto per come reagiamo noi di fronte a qualsivoglia manifestazione, gradita o non, delle due pelose in questione. Tolleranza assoluta, Gandhi sarebbe fiero di noi.
Ecco l’esempio: 4.30 del mattino. Mi alzo per andare a fare pipì (maledetta tisana rilassante) e sento dal piano di sotto degli strani versi ancestrali seguiti da rigurgiti alquanto inquietanti. Mi precipito giù dalle scale già sospettando quello che troverò. Si tratta solo di capire quale delle due lo sta facendo. E come volevasi dimostrare ti trovo la Pepe che vomitazza un liquidino trasparente proprio… dove? Ma sul tappeto mamma, fa freddo per terra la notte!!!
Chi ha dei gatti conosce bene la dinamica: il vomito si fa solo e rigorosamente sui tappeti. Al limite sul letto ma comunque mai in un posto dove sia facile rimuoverlo e pulire.
Prendi lo straccetto e passalo sul tappeto che non verrà mai più pulito…nel frattempo si alza il fidanzato e prende la bestia in braccio per portarla nel lettone..dopo mezz’ora di trambusto si ritorna a letto e finalmente si dorme. Al mattino, al suono della sveglia, la tapina arriva fuseggiante e allegra in maniera quasi sfacciata. Come a dire: vedrai che li ho svegliati e adesso me le danno..meglio paraculeggiare un po’….
Il risultato è sempre lo stesso: povera Pepina come sei stata male stanotte, vieni che ti do la colazione amore della mamma…e lei, che capisce al volo di averla scampata, si sente libera di schifare l’almo al tonno e gamberetti.
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