mercoledì 29 settembre 2010

Dei vicini e di altri demoni



Uno va a vivere in campagna con l’idea che tutto sia idilliaco, si compra la villetta a schiera di sole otto unità pensando: “Nulla di più facile, dopo il palazzotto milanese di 200 cristiani che alle riunioni di condominio sembrano Gengis Khan in assetto da guerra…insomma siamo solo otto famiglie…una pacchia!!”. Ecco, nulla di più lontano dalla realtà, signore e signori.
Siamo solo otto quindi perché mai pagare un amministratore di condominio che non è nemmeno obbligatorio? Perché? PERCHEEEE’? Ve lo dico io il perché: quando il vicino trentenne tamarro bruttacopiadieminem ascolta Fabri Fibra con le finestre aperte per sei ore di fila tutti i santi giorni, quando la signora orba della villetta 1 decide di attaccare il motore del suo condizionatore proprio nella facciata delle case che da sulla strada (tanto lei non lo vede, chegliefrega!), quando il caro proprietario della cinque usa il box e giardino antistante come rimessa per ferri vecchi….beh, rimpiangi di non avere un amministratore da tartassare di chiamate.
Perché l’alternativa qual è? Armarsi di santa pazienza e sorriso finto e andare dal caro vicino a fargli presente che forse il cesso chimico nel giardino che da’ sul vialetto comune non è proprio una sciccheria…e quello ha pure l’ardire di darti della rompicoglioni urlandoti improperi da porto tunisino.

E tu, che eri andata gentile gentile e convinta di dire qualcosa di assolutamente ovvio e sensato, ti accorgi che il concetto di buon gusto è del tutto privo di universalità.
Sic.

Ah, la foto l’ho scattata in una spiaggia greca. I miei vicini però non ci troverebbero nulla di strano…

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